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IESS: Come tre aziende toscane hanno valorizzato i servizi ecosistemici del suolo grazie all’agroecologia

Come l’agroecologia può migliorare la qualità del suolo

[a cura di CNR IBE]

Il progetto IESS ha dimostrato come l’adozione di pratiche agro-ecologiche in tre aziende toscane possa migliorare la qualità del suolo, favorendo la biodiversità, l’efficienza nell’uso delle risorse e la mitigazione del cambiamento climatico.

Grazie all’introduzione di tecniche di gestione conservativa del suolo, è stato possibile quantificare i benefici ambientali attraverso indicatori specifici, strumenti essenziali per valutare gli effetti delle pratiche adottate e supportare la transizione ecologica dell’agricoltura.

Indicatori per misurare i benefici ambientali

Uno degli aspetti più innovativi del progetto è stata l’individuazione di specifici indicatori di servizi ecosistemici. Questi strumenti hanno permesso di tradurre in termini quantitativi gli effetti positivi delle pratiche adottate, validando la qualità del suolo e il suo contributo agli ecosistemi. Le dinamiche legate al suolo, infatti, sono spesso molto lunghe e non permettono di poter individuare nel breve termine gli effetti positivi di una pratica.

Abbiamo scelto nell’arco del progetto di individuare un set di indicatori che possano dare una visione completa della qualità del suolo e facilmente traducibili in valore ecosistemico.

Gli indicatori sono stati selezionati con criteri ben precisi:

  • Sensibilità alle pratiche agricole adottate;
  • Capacità di descrivere le funzioni del suolo legate ai principali servizi ecosistemici;
  • Semplicità e immediatezza, per agevolare il trasferimento delle conoscenze e ottimizzare i tempi di applicazione.

Inoltre, è stata condotta una caratterizzazione approfondita delle aziende coinvolte, considerando aspetti climatici, geo-pedologici e paesaggistici, con l’obiettivo di confrontare i risultati con quelli di aree simili della regione.

Gli indicatori di qualità del suolo: strumenti per la sostenibilità

Gli indicatori selezionati nel progetto hanno permesso di misurare i servizi ecosistemici legati alla fertilità del suolo, alla regolazione idrica e climatica e alla biodiversità.

  • Densità del suolo (Bulk Density): suoli più porosi favoriscono l’attività biologica e la crescita radicale.
  • Conducibilità idraulica (Ksat): indica la capacità del suolo di assorbire acqua, prevenendo erosione e siccità.
  • Capacità idrica disponibile (AWC): misura l’acqua effettivamente utilizzabile dalle piante, essenziale per la resilienza agli stress idrici.
  • Contenuto di carbonio organico (SOC): fondamentale per la fertilità del suolo e il sequestro del carbonio, contribuendo alla mitigazione climatica.
  • Azoto (N): indicatore della fertilità chimica del suolo, ma in eccesso può causare inquinamento.
  • Micro-artropodi  (indice QBS-ar): misurano la biodiversità del suolo, riflettendo la sua salute ecologica.

I Risultati

Gli indicatori hanno reso possibile evidenziare un miglioramento tangibile della qualità del suolo, con variazioni dipendenti dalle tecniche adottate nelle diverse aziende. Tra i risultati più significativi, è emersa l’importanza di individuare indicatori specifici per pratica, capaci di mostrare benefici concreti anche in periodi di osservazione relativamente brevi.

Tutte le aziende partner (che già adottavano in precedenza pratiche conservative del suolo) hanno riportato qualità del suolo superiore rispetto ad aree simili della Toscana. Tra i benefici principali delle pratiche implementate:

  • Aumento del carbonio organico, biodiversità, protezione dei nutrienti e regolazione del ciclo idrico grazie all’uso di compost aziendale, migliorando la porosità del suolo e la ritenzione idrica.
  • Miglioramento della biodiversità e della qualità biologica con il pascolamento razionale avicolo in oliveta, che ha favorito la vita microbica e la struttura del terreno.
  • Maggiore protezione dei nutrienti e regolazione del ciclo idrico grazie alle colture di copertura, che hanno contribuito alla stabilità del suolo e alla riduzione dell’erosione.

In conclusione, il progetto IESS ha confermato che l’agroecologia è una strategia vincente per rendere il suolo più resiliente e produttivo in Toscana, con impatti positivi ambientali che possono essere tradotti in termini economici. Le pratiche adottate rappresentano modelli replicabili per un’agricoltura più sostenibile e rigenerativa

Il progetto IESS ha quindi dimostrato che l’agroecologia non è solo una scelta sostenibile, ma anche un investimento strategico per le aziende agricole, in grado di garantire una maggiore resilienza ambientale ed economica.

L’uso di indicatori semplici e immediati rappresenta un passo avanti fondamentale per diffondere queste pratiche e favorire una transizione ecologica efficace nel settore agricolo.

 

 

 

 

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